30 ottobre 2015

Cari Amici dell'Arte, è uscito il nuovo numero di TRACCE CAHIERS D'ART la rivista d'arte stampata in forma di libro. 100 pagine con le mostre che amiamo di più

In copertina: ALBERTO BURRI, Sacco e rosso (Sack and Red), ca.1959
burlap, thread, acrylic and PVA on black fabric, 150x130 cm, Private collection, London
Ⓒ Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, Città di Castello/2015
Artist Rights Sociey (ARS), New York/SIAE, Rome, Photo: Lucy Dawkins, London


Lettori Amici Abbonati. All'attenzione di Biblioteche e Musei

È in distribuzione TRACCE CAHIERS D'ART N. 23 Inverno 2015-2016. La Rivista d'arte è stampata in forma di libro su carte pregiate. 100 pagine a colori documentano l'Arte e le mostre da conoscere e visitare. A cura di Marianna Montaruli e Beniamino Vizzini. Edizioni d'arte Félix Fénéon. 
La Rivista si acquista con un clic nella EDICOLA ONLINE: Tracce n. 23 oppure telefonandoci al cell. 3482774311. Abbonamento 35,00 euro.

In copertina: ALBERTO BURRI, Sacco e rosso (Sack and Red), ca. 1959

In Sommario: Editoriale del direttore Beniamino Vizzini, dal titolo "Kazimir Malevič o l'essenza della pittura" – MALEVIČ alla Fondation Beyeler di Basilea e alla GAMeC di Bergamo – ALBERTO BURRI al Guggenheim Museum di New York – Le acquaforti di CHAGALL, in mostra all'Arengario Musei Civici di Monza – Belle Époque, la Parigi di DE NITTIS, BOLDINI, ZANDOMENEGHI alla GAMM Manzoni di Milano – Lo splendore di Venezia. CANALETTO, BELLOTTO, GUARDI e i vedutisti dell'Ottocento al Palazzo Martinengo di Brescia.

TRACCE CAHIERS D'ART è dal 2003 l'unica Rivista stampata in forma di libro d'arte su carte di gran pregio che illustra con immagini di grande qualità e documenta con ampi testi le PIÙ BELLE MOSTRE D'ARTE che Voi avete visto o che non Vi è stato possibile visitare nei Musei e nei luoghi dell'Arte in Italia e in giro per il mondo. 

21 ottobre 2015

SYMPOSIUM SU ALBERTO BURRI all'Italian Academy di New York. Intervista di Tracce Cahiers d'Art al prof. Ernest Ialongo

Symposium su Alberto Burri
all'Italian Academy di New York
intervista al prof. Ernest Ialongo

Il Symposium è stato organizzato in occasione della mostra “The Trauma of Painting” al Museo Guggenheim. Pubblichiamo l’intervista realizzata da noi di Tracce Cahiers d'Art ad ottobre 2015 al prof. Ernest Ialongo, moderatore e co-organizzatore con la prof. Emily Braun del Symposium.

Marianna Montaruli, per Tracce Cahiers d’Art rivista d’arte: Buon pomeriggio prof. Ernest Ialongo  1. domanda: Perché l'Arte di Burri piace agli Americani? 2. domanda: quale finalità ha questo Symposium su Burri? Good afternoon prof. Ernest Ialongo. For the Italian art magazine TRACCE CAHIERS D'ART we have two questions on the Symposium at Italian Academy.

1: Why does the art of Burri like to Americans? 2: What purpose has this Symposium on Burri? Thanks in advance , your answers can be published on our website and posted on facebook and twitter. Best regards

Prof. Ernest Ialongo: Marianna, in response to your questions: 
1) I can only guess why Americans would like Burri. For a better answer I would contact the curator Emily Braun. However, the show is excellently curated, the viewer gets a clear sense of the evolution of Burri's art, and they are met with a full range of work that demands a deep attention to see what Burri was attempting. I think this will continue to draw in audiences.

2) The symposium is meant to do a number of things. First, it is meant to draw attention to the exhibit and Emily Braun will explain the organization of the exhibit, what the audience would see, and why Burri may not be known to many people. Second, it is meant to put the artist and his influence into a broader context. Thus, Ruth Ben-Ghiat will give us an idea of what Burri's prisoner of war experience may have been like. Howard Singerman will investigate the influence of Burri on postwar European art, and his place within that artwork. Noa Steimatsky will delve into the connections between neorealism and Burri's work. And finally Robert Storr will survey Burri's influence in contemporary art. Collectively we hope to give our general audience an introduction to the exhibit and to Burri himself. Best, Errnest